Itinerario turistico

Il Presepe del Pollino :Morano Calabro e Civita

Morano Calabro

Attraversando la statale 19  e il valico di Campotenese si raggiunge un Borgo incantato : Morano Calabro si trova alle falde del Pollino, caratteristico paese entrato oramai da anni a far parte dei “Borghi più Belli d’Italia” e del Touring Club Italiano “ Bandiera Arancione”.

 

Visitare questo Borgo è …fare un passo indietro nel tempo ,attraversando le viuzze medioevali e osservando le caratteristiche abitazioni, sentendo i profumi di un tempo di cibi prelibati cucinati con amore dalle donne moranesi.

 

Il tessuto urbano è dominato dal Castello risalente all’XI o XII sec. ,costruito sui resti preesistenti di  un antico fortilizio romano; al Castello era legata la festa della “Bandiera”, che ricordava la vittoria riportata dai Moranesi sui Saraceni intorno al X sec. e che da alcuni anni costituisce uno degli appuntamenti più importanti nel calendario delle manifestazioni del paese.

 

Antiche sono le origini di Morano con il toponimo “Muranum” compare per la prima volta nella lapide di Polla (132 a.C)nel vallo di Diano. Il paese merita di essere visitato per le pregevoli opere d’arte conservate nelle sue chiese.

La visita del Presepe del Pollino può iniziare dal Complesso Conventuale di San Bernardino da Siena 1452 ,costituisce un vero e proprio gioiello di architettura tardo-gotica.

Nella piazza principale si trova la Collegiata di Santa Maria  Maddalena definita Chiesa Museo perché custodisce al suo interno ,molte opere pregievoli che non le appartengono.

Grande importanza ha il Polittico di Bartolomeo Vivarini da Murano(1477),pala d’altare collocata un tempo sotto la trave catena della chiesa di San Bernardino.

Di notevole pregio artistico è la statua in marmo di Carrara,  la Madonna degli Angeli di Antonello Gagini (1505) , la Madonna del Reto proveniente dal diruto Convento del Colloreto e ribattezzata con il nome di Madonna  della Candelora ,gli angeli oranti di Pietro Bernini padre del più famoso Gianlorenzo.

Morano Calabro è un grande scrigno prezioso!

Nel rione Giudea si trova la Chiesa di San Nicola di Bari (o di Mira) ,costruita da due  corpi di fabbrica di periodi diversi : nella parte inferiore,detta “Succorpo”, di epoca medioevale,è da notare il grande dipinto ad olio di Angelo Galtieri da Mormanno,il “ Giudizio Universale”(1739).

 

La parte superiore del XV sec. è ad una sola navata ,tra le bellissime tele spicca quella della Madonna tra S. Caterina D’Alessandria e S. Lucia, di Pedro Torres (1598).

In piazzetta San Nicola difronte all’antica sede dell’Universitas si può ammirare la fontana monumentale in pietra del 1561,decorata dallo stemma in rilievo di Morano ,con inciso l’antico motto” Vivat Sub Umbra Morus”.

 

In cima al centro storico domina maestosa la Chiesa dedicata ai SS.Apostoli Pietro e Paolo del XI secolo, custodisce al suo interno dipinti di pregievole fattura del Pomarancio, Colimodio ecc ,e ben quattro opere di Pietro Bernini, una croce processionale d’argento del 1445.

 

Naturalmente Morano Calabro non è solo Chiese ,ma custodisce un grande patrimonio storico all’interno dei Musei.

Il Museo di Storia dell’Agricoltura e della Pastorizia è una grande realtà da visitare. E’ visitabile su prenotazione tutti i giorni dell’anno (perladelpollino@hotmail.com) per prenotare.

Terminiamo la nostra visita guidata, da un luogo panoramico d’eccellenza, davanti il Convento dei Padri Cappuccini XVI sec.,con una bella foto di gruppo con uno scenario mozzafiato del

Presepe del Pollino.

Civita

Comune arberesche, nel Parco Nazionale del Pollino.

Sul finire del 1400 il popolo albanese fu costretto a fuggire via dall’Albania perché perseguitato dall’impero Turco, con a capo il loro grande condottiero Giorgio Castriota Skanderbeg

In provincia di Cosenza abbiamo la più alta concentrazione di queste comunità (26 circa).

Lo scenario paesaggistico è molto suggestivo, la piccola comunità si trova in un anfiteatro naturale tra i monti del Pollino e ne costituisce la porta d’ingresso
Civita è conosciuto come il paese delle sette meraviglie… Il Ponte del Diavolo, le icone e l’iconostasi, le Vallje, l’antico Akalandros(fiume Raganello), la timpa del Demanio dove ancora oggi vivono tantissimi rapaci del Parco tra cui il Grifone definito “lo spazzino del Parco” perché si nutre di carcasse morte di animali, case parlanti o case Kodra, i comignoli antichi uno diverso dall’altro ed in ultimo l’ottimo settore enogastronomico.

Nella piazza principale di Civita, possiamo visitare il Museo demoetnoantropologico che racchiude al suo interno la storia agricola e le tradizioni del popolo albanese.

Ancora oggi ,dopo tanti secoli si parla la lingua madre (albanese) si conservano gelosamente gli usi e i costumi, e nelle chiese si celebra con il rito greco-bizantino.

Interessante il martedì dopo Pasqua di ogni anno assistere alle VALLJE, una sorta di danza popolare in cui gli uomini e le donne tenendosi per mano tramite un fazzoletto bianco, attraversano le strade del borgo intonando le antiche rapsodie.

La danza è veramente molto suggestiva, si esegue al ritmo di organetto  e mentre ballano viene preso all’interno del cerchio un prigioniero ( rappresenta il turco invasore),quest’ultimo per ottenere di nuovo la sua libertà deve pagare un pegno, infatti viene condotto  a un bar e deve offrire da bere, se non lo fa per mancanza di danaro o di volontà gli viene tinto con il colore nero il volto ,e liberato.

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Il Presepe del Pollino :Morano Calabro e Civita

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