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La Grande Opportunità

 

“Ridurranno l’Italia in miseria, la venderanno, per poi umiliarla”;   Bettino Craxi, anni ‘89/’90.

” Se non investiamo nel Sud, non parte il Sud e non partirà mai l’Italia”; Mario Draghi.

Due frasi importanti, innescano contenuti altrettanto importanti;

 

La prima riflessione di Bettino Craxi, di cui si conoscono le traversie nella storia e della politica italiana, la seconda riflessione appartiene ai giorni nostri con l’insediamento di Mario Draghi, ed entrambi se pur su argomenti diversi, delineano le dinamiche del pensiero storico, proiettando nel futuro sempre la verità.

Potremmo dire che questi due concetti esulano dalla politica spicciola e ne ingrandiscono il pensiero verso un Italia che nell’ultimo 30nnio, ha subito tutte le mortificazioni possibili, riducendo L’industria e l’Economia e di conseguenza il lavoro, ad un lumicino di candela, come il disastro accaduto alla Grecia.

Ed il nostro Sud?

In un tale scenario, dov’è finito il nostro Sud?  Il quale è stato abbattuto da uno “Ztunami”, in primis di identità in conseguenza di mancate strategie di programmazione nel passato, in questo tempo, e anche per il prossimo futuro.

L’attuale periodo prevede, da qui a poco, di assistere ad un cambio epocale che coinvolgerà tutto e tutti.

Sull’attuale situazione ne abbiamo certezza, perché la storia si è compiuta fin qui, sul futuro invece, la storia ci consegna una mancata programmazione con un evidente dissesto economico finanziario di tutte le amministrazioni pubbliche, della Sanità,  di tutti gli attori preposti al controllo ed all’applicazione delle norme e delle regole e tutto il sistema produttivo scarsamente sostenuto per incompetenze e/o inadeguatezza, comprese le Infrastrutture, i trasporti, le comunicazioni inadeguate al tempo delle alte velocita ed allo spostamento di merci , con consegne, oggi, prossime alle 24 ore.

Assistiamo ormai da decenni, come il PIL Italiano si sia attestato allo “0, .. nulla” , cioè 0,20,o 0,30 all’anno, mentre il PIL  del sud o addirittura della nostra Calabria ( Rapporto Svimez 2019 ) è l’unica regione nel Mezzogiorno e in Italia ad accusare una flessione del PIL nel 2018 (-0,3%) e le tendenze sono simili negli anni che vanno dal 2000 al 2020.

Tornando al futuro dobbiamo agganciare, quindi, l’espressione di Draghi come non solo una promessa, ma anche in virtù della sua competenza internazionale, una visione corretta e straordinariamente vera, per la quale solo partendo e riorganizzando il Sud, tutta l’Italia può ripartire.

Il pensiero che mi assale è: e con quali uomini e quali mentalità possiamo fare tutto questo, in virtù del fatto che se qualche eccellenza esiste e dovuta solo per l’iniziativa dei singoli ?

Purtroppo, in economia come anche in finanza, esistono delle regole non solo di competizione, ma anche di tempi e anticipazioni strategiche per essere al meno al passo con altri competitori.

La crisi pandemica ha colpito l’economia Calabrese come anche tutte le economie sviluppate mondiali, in una fase di sostanziale stagnazione che dura da un decennio e dopo la crisi dei Mutui subprime e del fallimento della Leman Brothers, porta il P calabrese (fonte Banca d’Italia) in termini reali ancora inferiore di 14, punti percentuali rispetto ai livelli del 2007; gli indicatori disponibili ne indicano per il 2020 un’ulteriore caduta.

La velocità di ripartenza dipenderà in parte dalla durata dell’epidemia, ma anche da fattori strutturali che influiscono sicuramente e costruiscono atteggiamenti d’inerzia, bloccando, così di fatto, l’economia Regionale condizionandone soprattutto la produttività e i livelli di investimento.

Le imprese hanno subito una diminuzione del fatturato molto significativo nel primo semestre per le aziende operanti in Regione, riflettendo essenzialmente il forte calo della domanda interna.

Il settore più colpito nella fase attuale è quello dei servizi privati, in particolare i trasporti, il commercio al dettaglio non alimentare ed il comparto alberghiero e della ristorazione, che negli ultimi anni aveva sostenuto in misura significativa le dinamiche occupazionali, anche attraverso la creazione di nuove imprese.

La ripartenza è attesa molto lenta, non solo per le dinamiche che coinvolgono sicuramente l’organizzazione strutturale delle Società del meridione, ma anche per il fenomeno dell’accesso al credito che ad oggi, non solo diventa troppo burocratizzato, ma ne delinea un settore di sostegno e finanziamento all’economia fortemente chiuso.

Difatti, in merito a quest’ultimo problema, potendone parlare in maniera macro, ma riferito alla nostra Calabria, le banche negli ultimi decenni hanno cambiato atteggiamento al sostegno della produttività e dell’economia, e se il settore risulta in crisi a livello Italia, immaginiamo cosa significhi a livello Calabria, dove i fenomeni sono ancora più complessi.

Le nostre organizzazioni Manageriali, quindi Le Dirigenze sia politiche che imprenditoriali potrebbero porsi delle domande su quale potrebbe essere il punto d’inizio di svolta o del cambio di mentalità.

Facendo un esempio: in quale parte d’Italia avrebbero accettato ancora una linea ferroviaria dove transitano locomotori diesel costruiti nel 1954, e dove la popolazione era mediamente più bassa di statura e quindi inadeguati anche ad accogliere, oggi le persone sedute, oltre che inadeguati per sicurezza, servizi ed immagine.

Questi sono solamente degli spunti di riflessione, che innescano forse preoccupazione e visione corta del processo di reimpostazione come anche produttivo di tutta ciò dovrà essere nel prossimo futuro.

Il Recovery Found, è un’opportunità senza precedenti e mai avvenuta come massiccia forma di sostegno economico, dove l’Europa ci chiede semplicemente di riorganizzare il paese, privilegiando le infrastrutture, quindi l’alta velocita su tutta la penisola e le autostrade, gli ospedali quindi la riorganizzazione della sanità, come anche  le fonti di approvvigionamento idrico e di energia pulita e rinnovabile e  la digitalizzazione delle procedure per avere un paese efficiente e immediato nelle risposte.

E chi potrebbe gestire una montagna di tale portata di soldi (€ 210.000.000.000 (ducentodiecimiliardi di €uro), in un sistema al collasso per le procedure che bloccano grandi appalti, piccole imprese, organizzazioni di Pubblica Amministrazione e Regionali ?

Credo che la presenza di Draghi sia la migliore garanzia di competenza e preparazione alla gestione di una tale portata di eventi che necessitano, soprattutto, dei più sofisticati controlli di applicazione corretta e attenta,  per far rinascere il paese ma soprattutto il nostro Sud in testa la Calabria.

Serve una sinergia totale, senza personalismi e affarismi elettorali, tra tutte le organizzazioni che vogliono emergere con successo alla realizzazione della rinascita; Regione, Province, Comuni, Camere di Commercio ecc. sposando il fine comune di una Calabria efficiente, organizzata e produttiva con l’inversione sostanziale e inderogabile dell’occupazione sul lavoro, quindi la creazione di posti di lavoro stabile e continuativi, che creano consumi e quindi PIL.

Giuseppe Genua


Ponte sullo Stretto, deputati calabresi e siciliani del Pd: «Realizzarlo entro il 2030»

Fonte: LaCnews24

Secondo i parlamentari Bruno Bossio, Cappellani, Miceli, Navarra e Raciti rappresenterebbe il progetto simbolo per il rilancio del Paese dopo la pandemia

Finanziare la fase progettuale del ponte sullo Stretto entro il 2021, l’opera l’anno successivo con le risorse del fondo pluriennale per investimenti della legge di Bilancio per il 2022 e realizzarla entro il 2030. Lo chiedono i deputati calabresi e siciliani del Pd Enza Bruno Bossio, Santi Cappellani, Carmelo Miceli, Pietro Navarra e Fausto Raciti, ricordando che «il Presidente Mario Draghi ha affermato alle Camere che il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile invierà al Parlamento il risultato dei lavori della Commissione di esperti voluta dall’onorevole Paola De Micheli per valutare le soluzioni alternative per l’attraversamento stabile dello Stretto di Messina».

«È stata stanziata – proseguono – la somma di 50 milioni di euro in legge di bilancio per dare seguito alle indicazioni della Commissione di esperti: avviare l’eventuale studio di fattibilità, svolgere il dibattito pubblico sull’opera e completare gli aspetti progettuali dell’infrastruttura che permetterà l’attraversamento stabile dello Stretto di Messina».

Il programma di rilancio del Paese dopo la pandemia, concludono i parlamentari, «manca di un progetto simbolo. L’attraversamento stabile dello stretto di Messina, che permette all’Italia di essere porta principale dell’Europa da e per il Mediterraneo, può e deve rappresentare quel simbolo che dà significato e prospettiva all’intero programma di ripresa elaborato in questi giorni dal Governo – come per esempio il completamento dell’alta velocità Salerno-Reggio Calabria -, coniugando al meglio gli obiettivi di crescita sostenibile, innovazione tecnologica e coesione sociale che sono al centro delle politiche di sviluppo dell’Unione Europea».


Reggio Calabria avrà il Museo del Mare, finanziamento da 53 milioni di euro

Fonte: Gazzetta del Sud online

Reggio Calabria avrà il Museo del Mare progettato dalla compianta archistar Zaha Hadid. Lo ha annunciato il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. «Adesso è ufficiale. Siamo riusciti – afferma sui social il primo cittadino – grazie alla disponibilità del Governo ed in particolare del Ministro Dario Franceschini, e grazie all’interlocuzione promossa da Anci con il Presidente Antonio Decaro, ad ottenere il finanziamento del progetto del Museo del Mare di Zaha Hadid». In totale 53 milioni di euro destinati a Reggio Calabria, inseriti nel masterplan delle risorse disponibili per gli attrattori culturali delle Città Metropolitane. «Il progetto è stato ritenuto dal Governo strategico per lo sviluppo dell’intero Paese, a dimostrazione – conclude Falcomatà – di quanto sia importante investire le risorse del Recovery soprattutto nel Mezzogiorno. Perché se riparte il Sud riparte l’Italia»

Il finanziamento di 53 milioni di euro premia il lavoro costantemente portato avanti dall’amministrazione comunale in questi anni, capace di ridare dignità e autorevolezza alla nostra Città, individuata dal Ministero come sede di uno dei finanziamenti più cospicui inseriti nel piano a livello nazionale. Adesso tocca a noi, tocca alla nostra comunità meritarsi l’attenzione e la fiducia riposta con l’assegnazione di questi fondi, attivando immediatamente l’iter amministrativo per arrivare alla cantierizzazione dell’opera. Dopo la realizzazione del waterfront, che sarà inaugurato a breve – ha concluso Falcomatà – e le altre opere di rigenerazione urbana che stanno ridando slancio all’economia e decoro urbanistico al paesaggio sull’intero frontemare cittadino, da Bocale a Catona, adesso siamo finalmente in grado di incastonare il gioiello che renderà ancora più unico e prezioso il tratto costiero della nostra città”.


Giovani calabresi sfidano i tempi e salvano un’edicola

Cristina Caminiti

“Vogliamo essere un punto di riferimento per il quartiere”. Andrea e Ferdinando, giovani calabresi, sfidano i tempi e salvano un’edicola

Si vedono ad ogni angolo delle città, piccole costruzioni che nel silenzio delle mattine aprono le saracinesche e si riempiono di giornali e riviste. Qualcuno al loro interno è indaffarato a sistemare le ultime notizie all’ingresso e pian piano, non appena la città comincia a svegliarsi, studenti frettolosi comprano i  ticket della metro, qualcuno acquista un giornale o una rivista, o magari una ricarica e pagare una bolletta veloce evitando le lunghe fila alla posta. Ecco, questi chioschi, edicole se vogliamo, col passare del tempo si stanno arrendendo all’era del digitale, prima ai computer e adesso agli smartphone ad alta velocità che consentono di avere le ultime news in tempo reale. E mettiamoci anche l’epidemia mondiale. Bene, tutto ciò sta mettendo a dura prova luoghi come questi, ma c’è ancora chi crede fortemente che la carta stampata abbia ancora molto da rivelare.

Ferdinando Paternò, locrese, e Andrea Fascì, originario di Ardore, entrambi nella provincia di Reggio Calabria, hanno deciso di sfidare il tempo che stiamo vivendo salvando e rinnovando uno di questi spazi. La loro sfida si chiama DUK, acronimo di Different Urban Kiosk, la nuova edicola situata a Bologna in via Rimesse, ideata, racconta Andrea, 26 anni, per essere “un punto di riferimento per il quartiere”.

 

L’edicola DUK

 

La passata generazione quindi si unisce al rinnovamento e alla progettazione giovanile, l’unica che possa garantire la continuità di valori oggi riservati solo a una piccola cerchia di estimatori della lettura. DUK diventa così un orgoglio per i giovani, che unisce innovazione, impresa e consapevolezza di poter fare un qualcosa di diverso, che magari la Generazione Z non comprende, ma che può percepire come una novità, lontana dalla massa e con una forte identità.

“Il chiosco offre una serie di servizi” – spiega Ferdinando Paterdnò, 30 anni, laureato in legge – “che vanno dalla copisteria per lo studente universitario a tutte le operazioni che possono essere svolte in fila alla posta”, oltre a mettere a disposizione ticket sanitari per gli anziani evitando così lunghe ore in coda.

DUK è un esperimento non solo imprenditoriale, ma sociale che punta a svecchiare l’idea che la lettura su carta appartenga a un tempo ormai remoto e che invece rimane viva con tutto il suo fascino. I ragazzi hanno infatti ideato una serie di progetti da attuare, non appena il periodo lo consente, ritagliando, con il permesso comunale, uno spazio da sfruttare dove la gente possa sedersi e sorseggiare una bevanda mentre legge un buon libro, un giornale o una rivista, ma anche l’organizzazione di momenti per favorire il dibattito sociale tra i cittadini con presentazioni di libri ed eventi culturali.

Tra i tanti servizi che DUK offre, come spedizioni e giacenza pacchi, pagamento bollettini, PagoPA, Bollo auto, Visure Camerali, tasse scolastiche, prodotti di cancelleria e accessori di vario genere, Ferdinando e Andrea stanno anche studiando una formula di consegna a domicilio dei giornali e l’eventuale prestito di libri da lettura. DUK diventa anche una piccola biblioteca al passo coi tempi.

Insomma un bellissimo percorso che vede giovani calabresi non più spettatori, ma protagonisti con la voglia di mettersi in gioco nel grande scacchiere dell’imprenditoria.


19 Aprile 2021 Spopolamento e abbandono scolastico: il caso della Calabria. Report

Fonte: Eurispes

Decremento demografico, innalzamento dell’età media e calo occupazionale sono le tre sfide più difficili che l’Italia si appresta a combattere nel post-pandemia. Tra i territori più penalizzati e che vivono in maniera più critica la combinazione tra questi fattori, la Calabria rappresenta un caso emblematico. Da anni si evidenzia un movimento costante di svuotamento dei piccoli comuni, specie quelli che si trovano all’interno della regione. L’approfondimento sul tema realizzato dalla sede regionale calabrese dell’Eurispes.

Leggi il report: edit_2021-eurispes_spopolamento_calabria


PlasticFree, ecco l’esercito dei volontari per ripulire la spiaggia

Fonte: LaCnews24

«Entro il 2050 il peso della plastica negli oceani sarà superiore a quello dei pesci», ha spiegato Davide Arillotta, referente reggino dell’associazione che ha celebrato anche nella città calabrese dello Stretto la giornata nazionale

La sensibilizzazione circa la necessità ormai indifferibile di ridurre la plastica che resta inutilizzata e che viene gettata, degradando i luoghi. Questa la mission dell’associazione PlasticFree che oggi celebra la sua giornata nazionale anche a Reggio Calabria, tra le 160 località coinvolte in tutta Italia. «Entro il 2050, secondo studi di settore, il peso della plastica negli oceani sarà superiore a quello dei pesci».

Lanciando questo allarme, Davide Arillotta, referente reggino dell’associazione, ha sottolineato la necessità di sollecitare l’opinione pubblica sul tema. Dopo il parco lineare Sud, la foce del Calopinace e la zona di Gallico, la pulizia odierna è avvenuta sulla spiaggia, che rievoca ricordi per nulla all’altezza dell’attuale stato di incuria, del Lido Comunale di Reggio Calabria.

Quantità importanti di plastica e multimateriale, molto vetro e rifiuti ingombranti di ogni genere, come sdraio e persino pneumatici, hanno riempito i camion Avr e decine di sacchi. «Accanto ad ogni albero c’è una montagna di spazzatura, vestiti, scarpe, sigarette e rifiuti di ogni genere. È quello che resta dopo mesi, anni di mancata attenzione. Non capiamo come sia possibile che nessuno abbia fatto nulla fino ad oggi», ha evidenziato il giovane Mariano De Franco.

Altre tappe targate PlasticFree sulla via Marina Bassa e a Pellaro sono già in programma, sempre in collaborazione con l’associazione reggina Differenziamoci differenziando e di concerto con Comune reggino e Avr che fornisce sacchi, rastrelli e dispositivi di protezione individuale. «Stiamo lavorando per definire il programma fino a luglio ma l’intento è quello di non fermarsi. C’è tanto da fare e, fossimo anche una sola goccia, noi vorremmo esserci in questo oceano. Vogliamo dare il nostro contributo di amore e impegno per la nostra città e per l’ambiente», ha spiegato Davide Arillotta, referente per Reggio Calabria di PlasticFree.

Si percepisce e si tocca con mano la motivazione che ha spinto in questadomenica mattina oltre un centinaio di persone, soprattutto giovani, ad esserci.
«Ho sentito l’urgenza di seguire questo movimento bellissimo e di essere qui oggi perché sono preoccupata. Stiamo arrivando ad un punto critico in cui l’ambiente e noi che lo viviamo siamo troppo a rischio», ha sottolineato la giovane Sara Speranza.
«È un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica e per fare comunità su un tema importante. Abbiamo molto bisogno di momenti come questo», ha dichiarato Simone Gatto, in spiaggia con guanti e rastrello insieme alla sorella Serena.
«Siamo qui perché ci teniamo, perché amiamo questo posto, le nostre spiagge e il nostro mare. Sappiamo che questo è un piccolo passo ma vogliamo compierlo e proseguire. Non ci fermeremo», ha concluso la giovane Serena Gatto.


Crotone, torna Bibliobus: biblioteca itinerante che consegna i libri a domicilio

Fonte: LaCnews24

Il progetto, promosso dal Comune e gestito dalla Fondazione D’Ettoris, prevede il servizio su strada in diversi quartieri, ma in tempo di Covid anche animazione culturale online

Un furgone bianco, facilmente riconoscibile, carico di libri raggiungerà ogni angolo della città. Con Bibliobus, è la biblioteca che va dai cittadini, invitandoli a immergersi nel favoloso mondo della lettura. Il progetto, riproposto dal Comune di Crotone e affidato alla Fondazione D’Ettoris, prevede prestito e consegna a domicilio, servizio su strada in diversi quartieri, ma in tempo di Covid anche animazione culturale online.

Bibliobus non è solo una biblioteca itinerante su ruote, capace di portare la cultura nelle case dei cittadini, con i servizi tipici della biblioteca civica “A. Lucifero”, ma anche informazione ed approfondimento, promozione della lettura e conoscenza.

I servizi previsti

Per accedere al servizio di prestito con consegna a domicilio, basta contattare il personale dedicato (sul portale della biblioteca comunale e sulle pagine social i riferimenti) dal lunedì al sabato, dalle 15:00 alle 18:00. Tutti i pomeriggi dalle 16:30 alle 19:30, tranne la domenica, il Bibliobus sosterà poi su strada, in varie zone della città, con il suo carico di oltre 100 libri: si potranno prendere in prestito un massimo di 3 titoli per 30 giorni.

I servizi sono ovviamente gratuiti, ma per accedervi bisogna attivare una tessera di iscrizione che avrà un anno di validità e che sarà possibile utilizzare presso la biblioteca Comunale di Crotone anche al termine del servizio.

«L’iniziativa – ricorda l’assessore comunale alla Cultura, Rachele Via – è inquadrata nel progetto Biblioteca casa di quartiere che ha come scopo il potenziamento della biblioteca comunale, non solo come luogo austero di custode della cultura, ma come luogo vitale».

Gli altri progetti

Nell’ambito di Bibliobus, la Fondazione D’Ettoris promuove anche altre iniziative che, alla luce della pandemia in corso, si svolgeranno on line, sul portale dell’iniziativa e sui canali social. La prima di queste attività è Biblioteche riunite che ha come obiettivo non solo «invogliare alla lettura ma – spiega Maria Grazia D’Ettoris, responsabile della biblioteca Pier Giorgio Frassati della Fondazione D’Ettoris – anche incuriosire verso il mondo delle biblioteche cittadine» delle quali, attraverso dei video, saranno raccontati patrimonio, storia, attività svolte.

Spazio anche ai più piccoli con Fiabe e burattini per stupire i bambini, che sarà realizzata da Angelo Gallo e, infine, una iniziativa con le case editrici italiane dal titolo Come un libro aperto, autori e curatori si raccontano.


Archeologia, scoperto insediamento di epoca greca nel Crotonese: recuperati reperti

Fonte: LaCnews24

Il rinvenimento è avvenuto a Belvedere Spinello grazie a carabinieri e personale della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Catanzaro e Crotone

Un antico insediamento di epoca greca risalente circa al VI secolo a.C. è stato scoperto a Belvedere Spinello, nel Crotonese, dai carabinieri della locale stazione e personale della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Catanzaro e Crotone.

Il sopralluogo eseguito in località Crichimi – zona già interessata da scavi archeologici clandestini – ha consentito di recuperare numerosi reperti archeologici dello stesso periodo, tra i quali una importante porzione di colonna scanalata (rocchio) della lunghezza di un metro circa.

Il prezioso materiale recuperato è stato trasportato presso la Soprintendenza dei Beni Archeologici di Crotone.


San Luca: un video promozionale racconterà persone e luoghi del paesino aspromontano

Fonte: LaCnews24

A realizzarlo sarà il giovane regista Pasquale Giordano, noto per i temi sociali trattati nei suoi cortometraggi

Un video promozionale artistico e culturale racconterà San Luca. Questa volta non stragi, faide, mafia e cronaca nera, ma la bellezza, le unicità e i volti di un Paese in sé e per sé, foriero di molteplici eccellenze, come lo scrittore internazionale Corrado Alvaro. Nel video, oltre il noto scrittore nei cui confronti è dedicata una Fondazione culturale (“istituzionalizzata” con una legge della Regione Calabria degli anni ’90) che ha la sua sede proprio nella casa che fu di Alvaro, un pensiero verrà rivolto anche al vicesindaco del Paese, scomparso pochi giorni fa, Francesco Micchia. Tra le eccellenze verrà dato lustro anche allo stilista sanluchese che vestì il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, Francesco Giorgi.

A mostrare visi e bellezze d’Aspromonte, unitamente alle maestranze antiche e “moderne”, sarà il giovanissimo regista sanluchese Pasquale Giordano, da qualche anno “trapiantato” nel crotonese, a Mesoraca, dove ha fondato una associazione “Mesoraca Film” di cui è Presidente e ha l’obiettivo di dare vibisibilità e creare opportunità ai giovani e a tutte le persone che vogliono farsi notare artisticamente. L’associazione organizza anche un premio annuale dato alle persone che danno lustro ai territori e che, per usare le parole di Giordano: «non si arrendono mai».

A collaborare con lui in questa impresa artistica su San Luca sarà Francesco Pelle, sanluchese trapiantato al nord, fondatore della pagina e del gruppo social “San Luca Illustrato”, che contano numerosi followers da tutta italia e hanno l’obiettivo di recuperare, si legge in un post, «le vecchie foto contenute nelle valigie, prima che vadano perse».

Giordano, il regista “social”

Classe 1989, diplomato all’Accademia nazionale del cinema di Bologna, attivissimo sui social e legato alla “sua” San Luca, nonostante i kilometri di distanza, Pasquale Giordano è stato regista e protagonista di altri cortometraggi molto noti in Calabria per i temi sociali trattati. “Un mondo migliore” racconta il valore dell’amicizia vera, mentre “Il sogno di Piero”, prodotto con la Onlus “Il Futuro” e presentato in Rai, parla di un ragazzo cieco che tra mille difficoltà arriva a realizzare il suo sogno di diventare carabiniere.

Da ultimo, il cortometraggio “Figli da gente” girato a Cirò Marina con la partecipazione straordinaria dell’attore Salvatore Patè (che affiancò Robert De Niro e Dustin Hoffman in “Il Padrino”), racconta una guerra tra cosche e le conseguenze negative di chi intraprende una determinata strada.

E se molte sono le collaborazioni che continua ad instaurare in tutta Italia, con una carriera in ascesa, lo sguardo verso le sue origini che verrà trasmigrato nel video promozionale annunciato su San Luca si prospetta interessante e molto atteso.

 


No al Ponte sullo Stretto, Touring e altre 9 associazioni chiedono al Governo di resistere alle pressioni

Fonte: Citynow.it

In 4 punti le 10 associazioni spiegano le motivazioni di carattere giuridico, economico, tecnico, ambientale alla base della loro decisione

Dieci associazioni di protezione ambientale chiedono al Governo di resistere alle pressioni politiche e delle imprese che vogliono il rilancio del progetto del ponte sullo Stretto di Messina (abbandonato nel 2013) e alla richiesta che l’intervento venga inserito nel PNRR. Le associazioni intervengono, anche, a sostegno della posizione del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile Enrico Giovannini che sta valutando le alternative sull’attraversamento dello Stretto sino all’opzione zero.

L’argomentata lettera è stata inviata, oltre che al Ministro Giovannini, al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani da Touring Club Italiano e da altre nove associazioni: FAI – Fondo Ambiente Italiano, Federazione Pro NaturaGreenpeace ItaliaItalia NostraKyoto ClubLegambienteLipu – Birdlife ItaliaT&E – Transport & EnvironmentWWF Italia.

 

NO AL PONTE SULLO STRETTO, LE MOTIVAZIONI DELLE 10 ASSOCIAZIONI

Quattro le motivazioni di carattere giuridico, economico-finanziario, tecnico, ambientale sostenute dalle associazioni.

1. Valutazioni delle alternative e PNRR – Le associazioni condividono la posizione assunta dal ministro Giovannini a metà marzo che, a quanto risulta, ha chiesto alla Commissione, costituita dalla Ministra De Micheli nell’agosto 2020 sull’attraversamento stabile dello Stretto di Messina, di produrre approfondimento anche sull’opzione zero, valutando anche l’alternativa alla costruzione del ponte costituita dal potenziamento dei servizi traghetti, porti e stazioni ferroviarie. Approfondimento che fa escludere che la proposta possa essere inserita tra i progetti del PNRR che devono essere definiti entro il prossimo aprile, secondo gli standard e il grado di dettaglio richiesti dalle Linee Guida e dal Regolamento per la redazione dei PNRR e nel rispetto del principio “no significant harm” (nessun danno significativo).

2. L’abbandono del progetto del 2010 – Le associazioni ricordano al Governo, a proposito del rilancio del progetto del 2010 del General Contractor Eurolink (capeggiato da Impregilo), avvenuto a metà marzo, da parte del Webuild (società composta da Impregilo-Salini e da Astaldi) di un ponte sospeso ad unica campata della lunghezza di 3.300 metri, sostenuto da torri alte 400 metri,. E sottolineano che quella proposta fu abbandonata dopo che il GC Eurolink non produsse, entro il termine dell’1/3/2013 stabilito dall’allora Governo Monti, gli approfondimenti economico-finanziari e tecnici richiesti, recedendo dal contratto con la concessionaria Stretto di Messina SpA, portando il Governo allora in carica ad abbandonare il progetto e all’avvio della procedura di liquidazione di SdM SpA.

3. I problemi irrisolti del progetto del 2010 – Le associazioni osservano che già nel 2010 il progetto del ponte aveva un costo stimato al ribasso di 7.5 – 9 miliardi di euro, che però non considerava le 35 prescrizioni di carattere tecnico e ambientale allora richieste nel parere di Valutazione di Impatto ambientale e dal CIPE. Le modifiche richieste erano sostanziali e in alcuni casi di una complessità senza precedenti per un’opera di queste dimensioni, da realizzare in una delle aree più delicate da un punto di vista del rischio sismico e idrogeologico. Dalle carte del progetto definitivo del 2010 emergeva che: a) il ponte a regime sarebbe stato in perdita, per ammissione degli stessi progettisti perché il traffico ferroviario era assolutamente insufficiente e quello stradale stimato era solo l’11% rispetto alla capacità complessiva dell’infrastruttura, con il rischio che i pendolari (la stragrande maggioranza degli utenti) fossero applicati pedaggi altissimi; b) il ponte ad unica campata sarebbe sorto in una delle aree a maggiore rischio sismico del Mediterraneo (come ricordato dal devastante terremoto del 1908 che rase al suolo Messina e Reggio Calabria) e tra le più dinamiche al mondo dal punto di vista geologico per l’incontro-scontro tra la placca africana e quella europea; c) con scavi per un ammontare di 6.800.000 metri cubi, che avrebbero inciso sul delicato equilibrio territoriale dei versanti calabrese e siciliano; d) non tenendo conto che l’opera sarebbe dovuta sorgere in una delle aree a più alta biodiversità del Mediterraneo, dove sono localizzati ben 12 siti delle Rete Natura 2000, tutelati dall’Europa ai sensi delle Direttive Habitat e Uccelli.

4. Lavorare subito per le alternative e per migliorare i servizi – Le associazioni chiedono al Governo un confronto per individuare gli interventi veramente necessari per migliorare la logistica e le reti ferroviarie e stradali siciliane e calabresi, ricordando come in questi anni i servizi forniti dai traghetti e dalle ferrovie siano stati ridotti e come ci sia bisogno di interventi urgenti su infrastrutture che devono essere messe in sicurezza e adeguate (per carenze nella progettazione ed esecuzione dei lavori o per scarsa manutenzione), pensando nel contempo a velocizzare le relazioni e a favorire l’intermodalità a vantaggio di residenti e turisti.

Le Associazioni concludono la loro lettera facendo notare al Governo che, nel momento in cui l’Italia è la maggiore beneficiaria in Europa dei fondi messi a disposizione dall’Europa con lo strumento Next Generationi EU, si debba mantenere saldo l’orientamento a presentare progetti credibili e cantierabili, respingendo ogni forzatura per proposte come quella del ponte sullo Stretto di Messina, non sufficientemente motivate, che non passerebbero il vaglio dell’Europa.